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cluricaun * 2005 - Montegiordano “Viaggiare? Per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo, o del mio destino affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono i paesaggi” (F. Pessoa) Altro giro altra corsa e stavolta percorro l’Italia dal centro al sud, dal sud al nord, dal nord a casa. "…del resto, il nomade non è necessariamente chi si muove: ci sono viaggi che si fanno restando immobili, viaggi in intensità…” (Gilles Deleuze)
Parole al caffè (freddo) tra sbiadite memorie di come stavamo – di varrebbe la pena – di trovare soluzioni – In lacrime e risate ammorbidite dal sonno… Comunque s’insinua il pensiero di te.
…ed è come volersi dissetare continuamente, non un capriccio, più un modo di sopravvivere, di vivere sopra ai minuti…
Ma alla fine, mica si può stare tutto il tempo a desiderare un pomeriggio con una nonna che fa incanti con farina, olio, uova… guardare tutto il pomeriggio le piccole fosse lasciate dai polpastrelli, andare ogni tanto a toccare l’impasto crudo che riposa ore ed ore sotto un coperta, aspettare la sera e scoprire che quella pizza è proprio per te, quell’altra è per tuo fratello e l’altra ancora è per nonno. Bisogna iniziare ad adoperarsi da sole e far rivivere quei ricordi negli occhi di qualcun altro.
Sono stata male di un malessere discreto, non si è fatto granchè sentire ma era là visto e non sentito. “Per me non è un problema”, ho detto. Bevo un succo alla pera e rifletto sull’incoerenza. Credo di essermi persa qualcosa anche nel momento esatto in cui mi si chiedeva il motivo di, già da allora ero sdraiata su di un altro divano, non quello dove finiscono le mie storie.
Ricordo la volontà di non voler prendere la macchina fotografica per perdere quegli attimi, ma volerli vivere tutti nel profondo, così non ho ricordi fotografici di Milano, solo sguardi.
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I miei Muffins mai lievitati... Non son cuoca ma mi impegno... (a far pasticci!)