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19-09-05    ( 03,41) Di notte scivola il pensiero mentre le finestre per i polmoni si aprono lente e non posso fare a meno di pensare al suo respiro accanto al mio mentre mi faceva vedere come ci si dimentica di movimenti essenziali. Si parla di lontananza e quei chilometri hanno una distanza differente quando catturo il ricordo di come parlava portandosi dietro il sorriso.
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La gabbia, come la chiamiamo da un po’, prima dicevo che era un paese, poi ho iniziato a far parte anch’io di quel paesello pettegolo, ho iniziato quando ho tolto il saluto a chi mi aveva tolto il saluto, ho continuato sorridendo di tenerezza agli scherzi amoreggianti e adolescenziali, ci deve essere un Cupido nascosto tra i platani e pare che una volta all’anno sia preciso nello sferrare frecce. Mi viene in mente un quadro della fine dell’ottocento in cui c’era una donna che si difendeva da Cupido. Penso che se sei propensa a difenderti è difficile essere colpita. Difesa… Ho capito che se sei propensa a difenderti sei anche tesa nell’attesa di un attacco. A volte poi penso che non ho capito un tubo. Ed effettivamente sono confusa. William - Adolphe Bouguereau- Young Girl Defending Herself Against Eros - 1880  
In una notte da pub, mi assopiscono parole in un discorso atono con mille parentesi sempre aperte e sempre correttamente richiuse, mica come in un biglietto di cinema! Io richiudo sempre tutto nella vita pratica che non potrei sopportare una parentesi non chiusa o un flacone di bagnoschiuma aperto, poi nella mia stanza e nella mia testa prima di chiudere qualcosa mi ci vogliono altre vite, gli errori, eccoli là, pronti ad apparire finchè non saprò non farli tornare, non è l’ultima parola quella che conta, è come si evolve il discorso, dunque certe situazioni non dovrebbero proprio ripresentarsi. Lui che tanto la vita và e che leileilei ma alla fine lui non prende una posizione, che noi possiamo intravederla da come gli sorridono gli occhi raccontando come è iniziata la loro storia, dico quel che penso ma posso parlare solo in base alle mie esperienze, è così che si fa, no? Ci si immedesima, si giustifica, si contesta, ...
Chiusa dentro. Serrande abbassate, stereo acceso e alto il volume, Vinicio da due giorni. Ho chiesto “Ma da quand’è che è diventato Ottobre?”, da tre giorni… già. Piove costantemente ed è il primo giorno malinconico d’autunno. Il primo giorno in cui manca un treno e mancano dita intrecciate. Dovrei fare una chiacchierata con me, una di quelle in cui usavo la carta per sembrare meno pazza. Vorrei le mani su una tazza fumante e soffiarci sopra, come quando soffi su di me e sorridi ma non mi raffreddi. Cioccolata calda chiusa in una tazza chiusa in una stanza chiusa in una casa e libera dal tempo. Con l’entusiasmo che mi porta via, l’entusiasmo che ammirava e che temeva perché voleva legarmi a sé nell’immaginario di vita perfetta e di ragazza perfetta, ruggivano le mie ali, fremevo ai canti. Le ho viste le api appena uscite dall’alveare con le ali appena scoperte, appena spiegate, unodduett...
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© cluricaun - Crescita - 2005
Ho incontrato un minatore sui miei versi. Ovviamente nel vedere il suo operato mi sono infastidita! Era solo curioso di vedere su cosa posavo le parole. L’ho aiutato nell’opera perché mi sembrava giusto riscoprire le basi togliendo lenzuola di congiunzioni.
Mi ha insegnato a respirare e mi ha dato il piacere di camminare in casa. Lei mi ha dato il piacere di bere acqua con foglioline di menta e di chiudere gli occhi per vedere i colori. Non ho più timore dei gatti. Ho di nuovo voglia di una bicicletta  e ho scoperto che vicino casa mia c’è anche una ciclofficina  per riparare da soli la propria bicicletta. Vedrò crescere della menta nei miei vasi e mi prenderò cura di lei… (mi viene in mente solo ora il nome, Menta, quello che è significato per me in questi anni, il mio soprannome!)