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© cluricaun - 2005 - Fata Silvietta E non è questione di riempire il proprio cuore d’amore, è l’averne di nuovo tutto per sé e non sapere come incanalarlo verso se stessi, come se fosse davvero troppo, in più… e non si sa a chi indirizzarlo. “…aprimi tutte le vie che non perdo tempo…”
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© cluricaun - 2005 - Fata Silvietta E non è questione di riempire il proprio cuore d’amore, è l’averne di nuovo tutto per sé e non sapere come incanalarlo verso se stessi, come se fosse davvero troppo, in più… e non si sa a chi indirizzarlo. “…aprimi tutte le vie che non perdo tempo…”
Vorrei rivedere quella scena, rivedermi mentre parlo e sorrido nonostante tutto con le lacrime agli occhi, non per masochismo, vorrei rivederla solo per capire dov’era il nuovo meccanismo e a che punto le rotelle si sono messe a girare nel senso opposto. Ma sono ancora un po’ più lontana, sia dalla soluzione che da dove vorrei (dovrei?). Da una parte poi tolto il senso di fastidio sarei curiosa, egoisticamente intendo, vorrei vedere che effetto gli fa e che effetto fa poi su di me, ma il fastidio non si toglie per curiosità e passerò la notte con il naso nel giardino e a fare bolle di sapone o fotografie.
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© cluricaun - 2005 -   Balàzs Kicsiny - Fonti d'Acqua Lo dicevo che mi sentivo osservata, almeno io ho avuto il buon senso di dire che mi piaceva seguire certe tracce. Dovrei cambiare casa. O cambiare occhi.
Nel sogno avevo solo troppa paura di sorridere e sangue nella bocca.
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© cluricaun - 2003 Mi racconti ancora la storia della fata verde e del marinaio? Ma sei diventato troppo grande questa volta, ti aspettavo qualche mese fa…
E così mi verrà la fragolite befanus perché un giorno non ho prestato ascolto ad un anziano signore che mi parlava di medicina cinese. Aha, ho ricevuto in dono l’acqua delle fate, la mattina è un piacere stare ore a dimenticarsi del freddo che c’è fuori. No, scusa tu, non ho sentito proprio bene, vorrei che me lo ripetessi e stavolta senza la presunzione che mi attribuisci e senza le supposizioni che fai mentre mi guardi- Aha, gioco sempre pensandoti ma questo non lo dico più, non ne parlo della rabbia e del gusto, così ti dico io, scusa potresti ripetermi “scusa” così posso mettere l’orgoglio a tacere? Poi potresti lasciarmi tre lustri in pace e tornare quando avrò lustrini vicino agli occhi e capovolgermi le decisioni o capovolgermi e basta? …grazieee!!! Con gratitudine, nome e cognome.