Ho avuto paura mascherata da responsabilità alla vaniglia. Sono esplosa di blu e azzurro mentre sprazzi di magenta e giallo scorrevano sanguinari dai pensieri. Soffocare respiri e tienimi stretta. Ho avuto paura d'affrontare da sola. Ho chiesto: "Tienimi". Ho conservato il messaggio in cui chiede di credergli, perchè arriveranno cose belle, come se fosse reale per davvero, come se fosse una promessa che il Tempo manterrà. "Si lavora con la positività", ho detto. Non farò finta che nulla sia accaduto. Tenersi dentro è il peso più grande, così se tu mi tieni a te posso condividerlo, almeno con te.
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(11,41) Assistevo, o meglio, volevo assistere, allo stesso spettacolo di teatrini nascosti e voci ingentilite. Riconoscevo il sospetto e l’entusiasmo iniziale. Quando ha chiuso la conversazione ho capito che non avevo capito un cazzo, mi ero solo proiettata un finale per la storia che mi discolpasse. Ragionavo come (like) una stronza, perché forse lo ero davvero. Dal sedile posteriore scrivevo questi pensieri e guardavo avanti, scrivevo senza occhi sul foglio, pensavo che chiudermi in un foglio lo avrebbe innervosito ma non mi sono mai accorta del suo sguardo su di me. Solo ero contenta perché ha sorriso quando sono uscita dalla stanza vestita di viola e arancione, solo ero contenta perché andavamo alla sagra della castagna e salivamo gli scalini del castello medioevale. Tra le chiacchiere iniziava ad escludermi dai suoi progetti come io avevo fatto con lui, solo che io mi stavo nascondendo, lui solo difendendo, si costruiva un’abitudine di futuro senza ...