Guardo la foto, forse era Aprile, sui sassi piovuti dal cielo in blocchi di mattoni cubici quadrati che la mia mente alla fisica quantistica gli fa un baffo, i cubi in accordo con la camicia a quadretti nel suo lato serio e il cielo in accordo con gli occhi che dirlo è anche banale, quello che mi stupisce è che mi rendo conto ora, dalla foto, del profilo del viso perfetto in controluce che sembra un improbabile capoindiano con gli occhi azzurri.

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